Operaio di Bitonto morto sotto le macerie in un cantiere: tre condanne

Fu travolto da un crollo nella scuola in cui lavorava. Tra i condannati la legale rappresentante dell'azienda bitontina coinvolta

giovedì 4 marzo 2021 8.55
Sono tre le persone ritenute responsabili della morte di Francesco Panzarino, l'operaio 58enne di Bitonto che perse la vita per un crollo nel cantiere in cui lavorava il 24 agosto del 2015 a Santa Maria di Leuca. Si tratta di Vincenzo Paolo Bagnato, 45 anni, di Bari, direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza, condannato a due anni di reclusione; 1 anno e 4 mesi invece per Leonardo Campa, 44, di Gallipoli, responsabile unico del procedimento per conto del Comune (pena sospesa e non menzione per entrambi) e Anna Agostinacchio, 51enne di Bitonto, legale rappresentante della "A.R.C. Costruzioni", committente dei lavori.
Assolto "per non aver commesso il fatto", invece, Walter Pennetta, 60 anni, di Taurisano, in qualità di progettista delle opere.
Per tutti e quattro la Procura aveva chiesto 3 anni di reclusione.

Secondo quanto appurato dai carabinieri e dal personale dello Spesal, molte sarebbero state le irregolarità nel cantiere della scuola di via Leonardo Da Vinci, dove trovò tragicamente la morte l'operaio bitontino che stava effettuando lavori di ristrutturazione. Tanto che già a gennaio del 2017 il giudice Simona Panzera dispose il rinvio a giudizio degli imputati proprio per inosservanza delle norme sulla sicurezza del lavoro e per omicidio colposo.
Ai familiari del 58enne, assistiti dagli avvocati Michele Pasculli, Nicola Pasculli e Marco Ruggiero, potrebbero andare 80mila euro come risarcimento per la perdita.
Dopo la deposizione delle motivazioni della sentenza, entro 90 giorni, i difensori degli imputati valuteranno l'appello.